Venezia, in quel periodo, è una delle città europee culturalmente più importanti, dove Chinese frequenta la Fondazione Giorgio Cini, luogo in cui convergono i personaggi più importanti della cultura di allora ed ha l’occasione di incontrare filosofi come Horkheimer, Marcuse, Heidegger, gli storici dell’arte Bettini, Ivanov, il critico letterario Vittore Branca. A Salisburgo assiste ad alcune lezioni di Emilio Vedova; alla Facoltà di Architettura si trova in rapporti di amicizia e in un gruppo di lavoro con Mario Botta, allora studente anche lui; ha come professori Carlo Scarpa, Giuseppe Samonà, Leonardo Benevolo, incontra Le Corbusier; conosce e frequenta artisti come Armando Pizzinato, Virgilio Guidi, Bacci, Morandis, Finzi, conosce il giovane Fabrizio Plessi.
In quegli anni comincia ad esporre le proprie opere in varie rassegne, alternando i propri soggiorni tra Venezia, dove risiede, e il Friuli. A Gorizia, nel 1962, viene segnalato per le sue opere al Premio S.Floriano, nel quale sono di giuria, fra gli altri, Silvio Branzi, Gino Morandis e Fulvio Monai e dove, tra i vincitori, risulteranno Cesare Mocchiutti e Sergio Altieri.
Nel 1967 ha luogo la sua prima mostra personale, a Folgaria di Trento.
Nel frattempo, a Venezia, frequenta gli ambienti artistici e culturali dell’epoca ed ha occasione di conoscere artisti come Carlo Carrà, importanti critici d’arte, come Umbro Apollonio, Giuseppe Marchiori, Guido Perocco, Giuseppe Mazzariol, Toni Toniato, Paolo Rizzi, poeti come Giuseppe Ungaretti, Alfonso Gatto, Ugo Fasolo, Mario Stefani; studiosi, come Nereo Vianello.
Nel 1967 apre, a Folgaria di Trento, la prima sede della Galleria Nuovo Spazio, dove organizza rassegne importanti di pittori, presentando le ultime tendenze della ricerca artistica, sulla base di scelte operate in collaborazione con critici noti di diversa estrazione estetica: Umbro Apollonio, allora direttore della Biennale di Venezia, Alfonso Gatto, Luigi Fraccalini, Giuseppe Marchiori e Toni Toniato. Tra gli artisti più noti, soprattutto per la presenza alla Biennale di Venezia, con sale personali, sono presenti a questa rassegna della Galleria “Nuovo Spazio” Ceroli, Marotta, Pozzati e Verna.
Luciano Chinese alterna, in questi anni, alla Galleria Nuovo Spazio, mostre collettive e personali di notevole rilievo, alla presentazione di altre forme artistiche, come la poesia: è del 1969 il premio di poesia che egli organizza, sotto la presidenza di Ugo Fasolo e con una giuria formata dai prof. Luigi Fraccalini, Mario Lucchesi, Toni Toniato, Nereo Vianello e Gino Zennaro. Appassionato di tutto ciò che concerne le diverse forme d’arte, alterna la propria frequentazione delle gallerie alle serate della Fenice, dove si reca assiduamente.
Nel 1969 Chinese espone le sue opere a Venezia, assieme ad altri artisti e poi in una personale a Udine. Partecipa poi ancora a numerose rassegne a Venezia, a Roma e, infine, viene invitato dall’allora direttore Pietro Zampetti, ad esporre, con una personale, alla Bevilacqua La Masa di Venezia. Chinese però non esporrà, perché dovrà partire militare, dove, alla Cecchignola, alla Scuola del Genio, eseguirà una serie di formelle in terracotta (dodici pannelli), rappresentanti l’opera dei “fabriceris”.
L’attività di Chinese, nella galleria di Folgaria continua intanto instancabile, con mostre personali del futurista Giovanni Korompay e con la prima mostra personale della pittrice Federica Bertino. Chinese intanto vive continuamente nel mondo artistico, partecipando a innumerevoli attività: fa parte della giuria di un premio di pittura a Venezia, con Sergio Molesi e Fulvio Monai, conosce e frequenta Giuseppe Zigaina, organizza a Gradisca, invitato da Bruno Patuna, una rassegna di grafica di maestri italiani e stranieri: Baj, Dalì, Gentilini, Guidi, Korompay, Migneco, Morlotti, Spacal, Volpini e Zigaina. Organizza poi, nella stessa sede, una personale di grafica di Marino Marini.
Nel 1971, apre la nuova sede della Galleria Nuovo Spazio a Venezia, che inaugura con la prima mostra postuma di Crippa, con la partecipazione della moglie, Nini Baggini Crippa. Nel 1974 organizza ancora a Gradisca una mostra di grafica di Guidi. Nella sede veneziana della Galleria Nuovo Spazio continua ad allestire mostre personali di pittori noti o di giovani promettenti, conosce i maestri della pittura figurativa veneziana, Carlo Dalla Zorza, Aldo Bergamini, Armando Tonello, Santomaso, Girolamo De Stefani, organizza mostre di Baj ( che sarà anche ospite a casa sua) , di Manzù e di Picasso.
Anche nella nuova sede veneziana alterna mostre di pittori e scultori alla presentazione di poeti. Conosce il fotografo Italo Zannier, lo scrittore Ugo Facco de Lagarda, che sarà un assiduo frequentatore della galleria di Chinese e lo scrittore Ezra Pound.
Terminato il servizio militare a Roma, Luciano Chinese rientra a Venezia, dove, pur continuando ad occuparsi della galleria, inizierà contemporaneamente la sua carriera di insegnante, che porterà avanti in parallelo alla sua attività di gallerista per vent’anni: nella scuola organizzerà incontri tra studenti ed artisti e poeti, rappresentazioni didattiche interdisciplinari e mostre itineranti, dove presenterà artisti come Mario Abis, Ferruccio Bortoluzzi, Aldo Bresciani, Boscolo Natta, Fiume, Yoichi Ohira.
Organizza nella sua galleria numerose mostre di Giuseppe Zigaina; in occasione di una di queste mostre conosce le figlie di Feltrinelli, con la madre, signora Dalle Nogare, il sindacalista Trentin, Pier Paolo Pasolini. In quegli anni il suo nome appare spesso nei giornali, con articoli di Fulvio Monai, Paolo Rizzi, Marino Medeot, in quanto appare, nel quadro delle gallerie veneziane, un giovane gallerista di punta, che presenta artisti famosi ed emergenti e che considera il suo lavoro con passione per l’arte e la cultura e cerca di essere un trampolino per i giovani artisti. Espone numerose opere di Music, fa alcune mostre di giovani comportamentisti e delle prime femministe, conosce Music e Spacal; recatosi a casa dello scultore Mascherini con Marchiori, incontra la signora Malabotta (collezionista di De Pisis).
Nel 1976 in Friuli c’è il terremoto: Luciano Chinese parte da Venezia per raggiungere la famiglia, che per fortuna non è direttamente toccata dai danni del sisma; visita i luoghi terremotati ancora inaccessibili assieme al fratello, che, come architetto, viene chiamato per i sopralluoghi per la ricostruzione. A Mariano del Friuli organizza una mostra con settanta opere di artisti (Bortoluzzi, Crippa, Deluigi, Depero, Guidi, Korompay, Hokusay, Tancredi Parmeggiani, Treccani, Vedova, Zennaro, Zigaina) a favore dei terremotati.
E’ di quegli anni un episodio che, casualmente questa volta, ma con grande soddisfazione, lo porterà sui giornali veneziani: durante un violento acquazzone, Chinese, passeggiando per la città lagunare, entra nella chiesa dei Carmini, dove vede che nella chiesa, recentemente restaurata, ma non nel tetto, piove su una tela di Cima da Conegliano e, chiamato subito il parroco, copre, insieme a lui, con una tela l’opera, mettendola così in salvo.
Ancora del 1976 sono: una curiosa mostra itinerante, che, passando per la Galleria Nuovo Spazio, continuerà in una nave, lo “Stradivari”, approdato a Venezia; una mostra personale di Armando Pizzinato, un incontro con il poeta Mario Stefani, diventato amico, assiduo frequentatore della galleria e che presenterà in seguito moltissime mostre della sua galleria.
Nel 1977 partecipa all’Arte Fiera di Bari. Nel giugno dello stesso anno trasferisce la galleria dalla sede veneziana di SS. Apostoli alla sede di via XXII marzo, vicinissima alla Piazza S.Marco. Questa sede, inaugurata con una mostra personale di Giovanni Korompay, diventerà, sui suoi cinque piani espositivi, un centro culturalmente aperto a diverse tendenze dell’arte, con mostre di pittori e scultori italiani e stranieri, incontri di musica e poesia. In questa sede presenta un’importante rassegna di sculture (i fiori) di Marcello Mascherini e di disegni, alla presenza dell’artista e Giuseppe Zigaina. Qui, al centro di Venezia e a pochi passi dalla Piazza S. Marco, avrà maggiori occasioni di conoscenze: incontrerà il regista Giovanni Poli, il regista e artista Arnaldo Momo, con il quale presenterà il gruppo “Poesiaquattro”, che gli varrà l’interessamento dei giornali e dell’allora sindaco di Venezia, Mario Rigo, il pittore Mario Disertori, il cantante, appassionato d’arte, Pino Donaggio. E’ del 1978 una personale di Hollesch, una di Giorgio Celiberti e in aprile ritorna all’Arte fiera di Bari. Nel maggio 1978 Chinese si sposa. In luglio presenta una mostra di Luigi Veronesi, in novembre presenta nella sua galleria le aeropitture e la sassintesi di Tullio Crali. Allestisce anche un’interessante mostra di sculture esquimesi, ampiamente documentata da filmati e libri e durante la quale Chinese incontra, nella propria galleria, alcuni rappresentanti diplomatici del Quebec.