Egli inaugura la nuova sede di Udine con una collettiva di grandi maestri: Afro, Bacci, Baj, Dorazio, Lucio Fontana, Guidi, Maurice Henry, Sebastian Matta, Henry Morris, Music, Pignon, Man Ray, Marino Marini, Mascherini, Mimmo Rotella, Scanavino, Tancredi Parmeggiani, Marc Tobey, Vedova, Alberto Viani e Giuseppe Zigaina; seguirà una personale di Maurice Henry ed altre numerose mostre, che egli spesso effettuerà in entrambe le sedi della galleria, a Udine e a Venezia – Mestre, tra cui un’importante mostra di Marcello Mascherini, in collaborazione con l’Archivio Mascherini, una mostra di Ferruccio Bortoluzzi, mostre di giovani pittori italiani e stranieri, alternate a collettive di grossi nomi internazionali, una mostra di vetri di Murano eseguiti da artisti giapponesi: Ikeda Masuo, Imai Toshimitsu, Kurokawa Masayuki e Sekine Nobuo e, continuando nella tradizione della galleria di alternare all’esposizione di opere pittoriche e di scultura la presentazione di opere letterarie, inviterà l’amico Paolo Barozzi a parlare del suo libro su Peggy Guggenheim. Nel 2001 egli presenterà all’Artefiera di Udine opere di Afro, di Bacci, di Guidi, di Music, di Vedova e di Zigaina.
Nel frattempo, fedele sempre alla sua passione per la natura e la libertà, acquisterà, nei pressi di Mariano, un terreno, tenuto a bosco e vigna, dove trascorrerà molte domeniche a tagliare rami secchi e sterpaglie e dove, in occasione delle vendemmie, chiamerà amici artisti e galleristi, veneziani o stranieri, a fare un’esperienza di contatto con la campagna, organizzando grigliate e facendo assaporare il proprio vino e prenderà anche un camper, con cui viaggiare in Italia e all’estero, senza legami, con la famiglia o con gli amici e con il cane che lo segue ovunque nelle sue passeggiate.
Quando, dopo questa interruzione, egli riprenderà a dipingere sarà ancora qualcosa di nuovo: pur continuando a dare la prevalenza all’aspetto della tecnica pittorica, egli inserirà dei vetri di Murano (pezzi colorati, ricchi di sfumature e di riflessi, bacchette di vari colori, trasparenti, atte a riflettere la luce in una dimensione pittorica fortemente emotiva) su un fondo dipinto. Gran parte di questi quadri sono racchiusi in una teca trasparente di plexiglas, creando così un quadro – oggetto, un quadro – scultura.
Queste opere riscuotono immediatamente un notevole interesse e Chinese, nell’aprile del 2003, esporrà a Parigi, nella Galleria “Artis”, nella prestigiosa Avenue Matignon, il cuore delle più importanti gallerie parigine e, pochi mesi dopo, nella Galleria “Sauveur Bismuth”, a fianco a Notre – Dame.
Nel frattempo rivede, in occasione dell’inaugurazione del Museo di Rovereto, il vecchio compagno di corso, Mario Botta; riincontra, all’inaugurazione della mostra di Music, il giornalista Demetrio Volcic e in occasione di mostre delle proprie opere o nella propria galleria o di grosse mostre di pittori che egli aveva presentato ed ora erano diventati famosi, i critici d’arte e i pittori che aveva frequentato in gioventù o nel corso della propria carriera; conosce i critici d’arte Goldin, Caldura e Segato e incontra Carlo Milic, che scriverà e parlerà di lui, valutando positivamente la sua opera e collocandolo tra i pittori spazialisti, cui egli è collegato con originalità e modernità, lui che alla sua galleria, fondata all’epoca delle imprese spaziali, aveva dato il nome di Nuovo Spazio e gli organizzerà anche una mostra a Trieste, nella Galleria Comunale di Muggia.
Il Comune del suo paese, nel 2003, gli organizza una mostra antologica, dove Chinese presenta, nella Sala Consiliare del Comune, le opere più vecchie e, nella sede della Biblioteca, le opere recenti, quelle con i vetri di Murano. La mostra, presentata da Carlo Milic, avrà un notevole successo, conterà un grosso afflusso di pubblico e un notevole riscontro nei giornali.
Nel 2002 Chinese viene invitato dal Museo Pagani di Castellanza -Varese, che ha preso una delle sue opere, ad allestire, per l’anno 2004, una mostra personale nella propria sede.
Nello stesso anno, la Biblioteca Nazionale Isontina richiede un suo quadro. Il Comune di Moraro (Gorizia) lo invita e gli organizza una mostra personale. In occasione del Forum de las Culturas di Barcellona del 2004, la Dates Automovil España (società multinazionale di elaborazione dati e di sviluppo informatico con tecnologie di punta) lo invita ad esporre nella propria sede di Barcellona proprio a fianco del Museo Tapies.
Questa mostra troverà riscontro nei giornali nazionali spagnoli (“ABC”, “El Mundo”, “La Vanguardia”) e nella stampa italiana, tanto che, al suo ritorno, verrà invitato ad allestire la mostra al Centro Candiani di Venezia – Mestre.
Le sue opere si affacciano nuovamente alle aste (Casa d’Aste “Stadion” di Trieste e Casa d’Aste “Fidesarte” di Venezia-Mestre ). In occasione della 61a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia viene invitato a presentare le sue opere all’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, alla presenza di personalità della cultura e dello spettacolo. Conosce il fotografo Fulvio Roiter e la cantante Ivana Spagna, riincontra amici giornalisti ed artisti come Ferruccio Gard. Anche il mondo della rete comincia ad accorgersi della sua presenza, inserendolo nel Catalogo Comanducci e tra gli artisti emergenti nel catalogo della Nuova Artesegno.
Chinese intanto riapre la stagione nella galleria Nuovo Spazio, presentando un artista veneziano, vissuto a lungo in Giappone, che ha viaggiato in India, nel Nepal e ha fuso la sua pittura, formatasi nella cultura del vetro della “Fucina degli Angeli”, con lo spirito e le tecniche del mondo dell’arte e del teatro giapponese, Silvano Belardinelli, che egli presenta a Udine, durante le manifestazioni del “Friuli doc”.
I quadri di Chinese ritornano all’asta da Fidesarte Venezia – Mestre. Nel 2005 riceve un premio alla carriera, che ogni anno viene conferito a personalità della cultura, del giornalismo, della poesia, dello sport , “El Vovo de Venexia” – Venezia.
I suoi sponsors spagnoli gli costruiscono il sito ufficiale, in cinque lingue: www.luciano-chinese.com, il quale vincerà il prestigioso Gold Kara Award al miglior sito d’arte contemporanea in marzo del 2006.
Successivamente si presenta in Svizzera, a Lugano, con una mostra personale da Rinaldo Invernizzi. Lì incontra personalità dell’arte e della cultura, tra cui la direttrice della Casa d’aste Christies di Lugano, Franco Marinotti, della Play Gallery di Berlino, viene raggiunto, per l’occasione, dai suoi sponsors della mostra in Spagna, da galleristi e collezionisti. Nell’estate del 2005 Asta a Trieste, casa d’Aste Stadion.
In novembre del 2005 espone in una mostra personale a Madrid, sponsorizzata da DATES SL e FACONAUTO, con presentazione al Museo Thyssen-Bornemisza e poi in una mostra personale ad Alcobendas (Madrid) sponsorizzata da DATES SL e Mitshubishi Motors España.

Nell’agosto 2005 si presenta a Cortina d’Ampezzo, nella villa del Prof. Dal Zotto e sig.ra Daniela Altissimo. E’ presente poi alla fiera d’arte a Padova, con molte sue opere, abbinate ad opere di artisti spazialisti veneti, Bacci, Morandis, Guidi. Mostra “Momenti d’Arte” sponsorizzato da Cat Studio –Venezia-Mestre con la partecipazione di noti critici d’arte (Philippe Daverio, Ernesto Luciano Francalanci) e ospiti illustri. Chinese poi viene invitato e partecipare al simposio internazionale organizzato dalla Biennale di Venezia e voluto dal futuro curatore Robert Storr,  dove si danno appuntamento tutti i direttori delle Biennali internazionali e direttori di Musei, per dare relazione delle loro esperienze.
Nel dicembre 2005 Chinese viene invitato a partecipare al Concorso organizzato dalla Telecom al  “Future Center” di Venezia per un breve racconto in cui si ricorda un Natale particolare e risulta sesto tra i premiati, con il racconto “Natale friulano”.
Il 15 gennaio 2006  e poi in date successive viene presentato su Canale Italia / 883 Sky, in Arte Mega  e apparirà anche, in più riprese, sul canale televisivo Televenezia, dove, in occasione di interviste a personaggi politici o dell’imprenditoria, tra cui il sindaco di Venezia, il filosofo Massimo Cacciari, verranno esposte e presentate alcune  opere di Chinese.
La pittura è ritornata ad essere, per lui, l’impegno principale, il campo quotidiano di sfida su cui misurare le proprie aspirazioni umane e creative.