Tra il 1987 e il 1988 Luciano Chinese decide di cambiare vita: lasciato l’insegnamento, sposta la galleria a Mestre per potersi muovere più agevolmente sulla terraferma, inaugura la galleria con una collettiva di nomi prestigiosi, cui seguirà un’interessante mostra di Tancredi Parmeggiani e trasferisce la propria abitazione nel suo paese d’origine, Mariano del Friuli, non per nostalgia del paese (egli continua a viaggiare, a seguire la galleria a Mestre e a mantenere i propri rapporti con galleristi, artisti e collezionisti veneziani), ma per permettere ai figli di vivere l’infanzia a contatto con la natura e sistemare il proprio studio in una casa spaziosa, per poter riprendere l’attività di pittore.
Nel 1989 la Galleria Nuovo Spazio presenta all’Arte Fiera di Roma opere di Afro, Music e Zigaina. Nel 1990 presenta Zigaina all’Artefiera di Bologna e organizza, nella Biblioteca Comunale di Mariano del Friuli un incontro con Zigaina, che presenterà il suo libro Pasolini tra enigma e profezia.
Nel frattempo Chinese ha ripreso assiduamente a dipingere: egli sperimenta tecniche diverse: olio, “polveri preziose”, “ori galleggianti su trasparenze oltremare”, come dice Giuseppe Zigaina nella sua breve presentazione del 1991, dipinge soggetti diversi, spesso legati ad esperienze della sua vita, esperienze culturali, provenienti dall’ambiente veneziano, come nella serie delle “teorie bizantine” o in “cattedrale lagunare” oppure a stati d’animo, a forti impulsi emotivi. Nel 1991 scoppia la guerra del Golfo: l’emozione di questo terribile evento, visto nella contrapposizione tra la delicatezza di un paesaggio e la violenza che si scatena, ispira alcune delle sue opere.